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Trickfinger, l’album che non ti aspetti da John Frusciante

I più lo conoscono come l’eclettico chitarrista dei Red Hot Chilli Peppers. In pochi sanno che nutre un profondo interesse per la musica elettronica e coltiva un progetto in tal senso: Trickfinger.

Stiamo parlando di John Frusciante e del suo progetto dalla forte impronta analogica (per i nerd del genere parliamo innanzitutto di Roland TR606 e TB303) dove il chitarrista esplora i sintetizzatori analogici e ne spreme ogni potenzialità. I suoni che ne derivano sono scarni, aspri e diretti; privi dei fronzoli tipici di alcune produzioni pop. Sono queste le sonorità che rendono Trickfinger così vero. In Trickfinger troviamo limiti sonori di alcuni strumenti, in rotta di collisione con l’estrema bravura di un musicista che non ha bisogno di presentazioni.

John Frusciante in Trickfinger
John Frusciante in Trickfinger by independentmusicpromotions.com

Parliamo di un musicista di una delle band più conosciute del panorama rock dagli anni ’90 in poi, che al tempo stesso riesce a trarre dal cilindro un progetto underground tra i più interessanti mai visti.
Le sonorità acide tipiche della TB303, un sintetizzatore con sequenziatore incorporato, usate da Frusciante, ricordano immediatamente artisti della scena Acid HouseDj Pierre in primis – ma si discostano al tempo stesso dalla quadratura ritmica tipica di questi generi, facendo emergere shuffles e swings frequenti che ci regalano i due album di cui stiamo parlando. Trickfinger I e Trickfinger II non sono strettamente da ballo – anche se fanno ballare un sacco – ne strettamente da ascolto – anche se estremamente ispirati -, i bpm, i famosi battiti per minuto, sono vari.
Insomma si balla, si studia ma sopratutto ci si diverte, ci si diverte davvero un sacco.,

Un consiglio? Il solito Gin Tonic, il solito impianto audio degno di questo nome, qualcuno con cui ballare e Exclam da Trickfinger II.

Giulio Centis

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